Si tratta per il momento solo di un’idea, che è stata accolta con favore da Stefania Martini e dal sindaco di Carmignano Edoardo Prestanti. Quinto Martini, la sua pittura e la sua scultura, potrebbero diventare il soggetto di un film. La proposta è stata lanciata dalla Scuola di cinema Anna Magnani di Prato e dal regista Massimo Smuraglia, che nei mesi scorsi tra il 22 e il 24 aprile ha girato in parte un cortometraggio “L’attesa” all’interno del Parco Museo Quinto Martini di Seano. Il cortometraggio era stato infatti ispirato dall’omonima scultura dell’artista seanese che ritrae una donna sulla soglia visibilmente in attesa di qualcuno e racconta però una storia del tutto diversa, ambientata negli anni Ottanta, quando due giovani donne si trovano al bivio tra il coraggio di amare e il giudizio degli altri.
Il cortometraggio, scritto a quattro mani da Lisa Pignotti e da Gabriele Marco Cecchi, era stato presentato in anteprima lo scorso 8 luglio alla Gualchiera di Coiano ed inserito nel cartellone carmignanese del cinema all’aperto con una proiezione straordinaria al Parco Museo di Seano il 5 agosto. Lo stesso giorno, in pomeridiana, si è svolta la visita alla casa studio Quinto Martini, a cui hanno partecipato il regista Massimo Smuraglia, lo sceneggiatore Gabriele Marco Cecchi e l’attrice Elettra Abbiati Giusti, che ha recitato nel corto “L’attesa”. Presenti anche Stefania Martini ed Edoardo Prestanti.
“L’occasione della visita alla casa studio è stata utile per comprendere la figura di Quinto Martini nella storia dell’arte del Novecento italiano – ha raccontato il regista Massimo Smuraglia – ed abbiamo pensato che potrebbe essere interessante parlare di una parte della sua storia in un film”. Soggetto e sceneggiatura sono stati affidati a Gabriele Marco Cecchi che ha accolto la proposta con grande gioia. “Per me il Parco Museo è per me un luogo magico e le sculture generano tra loro un dialogo sempre nuovo – ha riferito lo sceneggiatore Gabriele Marco Cecchi – e pur rappresentando scene di vita quotidiana inducono ad una profondità spirituale, come un invito a voler guardare oltre”.
Il progetto, seppur ad una fase ancora embrionale, ha già preso la sua strada. Il lavoro di studio e di ricerca è iniziato dalla lettura del libro “I giorni sono lunghi” che reca la prefazione di Carlo Levi. E fondamentale è stata la visita alla casa studio di Seano per inquadrare preliminarmente la figura di Quinto Martini. “I racconti di Stefania Martini costituiscono un patrimonio prezioso per iniziare a comprendere chi era Quinto Martini e il suo legame con la gente del posto – ha proseguito Cecchi – e parlare con lei mi servirà anche in futuro per dare la giusta traiettoria a questa storia”.
I tempi di attesa per vedere realizzato questo film non saranno brevi e nei prossimi mesi sarà necessario trovare un finanziamento attraverso un bando della regione Toscana. “Il progetto sarà curato dall’associazione culturale Scuola di cinema Anna Magnani di Prato e coinvolgeremo i nostri allievi – ha concluso Smuraglia – e tutto questo sottolinea quanto per noi sia importante custodire la memoria del nostro territorio e dei suoi personaggi”. (Valentina Cirri – la foto scattata durante la visita alla casa studio di Quinto Martini lo scorso 5 agosto è stata gentilmente concessa dalla Scuola di cinema Anna Magnani di Prato).