Romolo Panfi, pittore dimenticato

Tra le famiglie di rilievo che hanno lasciato un segno nella storia di Carmignano si annoverano senza dubbio i Panfi, che tra le altre cose nel 1643 dotarono il Comune di un podestà, Giovanni Maria, e che nel 1649 donarono alla chiesa dei Santi Michele e Francesco le due acquasantiere in marmo che si trovano tuttora in loco. Nel 1633 fecero ricostruire l’altare del Carmine, il primo che si incontra entrando dall’ingresso posto sul lato destro dell’edificio, su cui è collocata la pala con la Madonna che accoglie in Paradiso le anime del Purgatorio, di cui ebbero il patronato fin da allora. Dalla casata, che nei secoli precedenti al XVII dimorava all’interno dell’antico castello, discese anche un pittore di nome Romolo, nato a Firenze nel 1632 e morto a Carmignano nel 1690, che fu allievo di Jacopo Vignali e si specializzò nei generi del paesaggio e delle battaglie.

Oltre che valente artista, fu anche brillante cortigiano, e si mise in luce per le doti di violinista, di ballerino e di schermidore. Frequentò assiduamente la corte di Ferdinando II de’ Medici e si legò in maniera particolare al fratello più piccolo del granduca, il cardinale Leopoldo, ricordato come uno dei più importanti mecenati e collezionisti che siano mai stati espressi dalla dinastia medicea, animato da un profondo amore per la scienza, i libri e le arti figurative, che gli commissionò svariate opere. Alla scuola del Panfi si formarono diversi allievi, tra i quali merita sicuramente di essere citato il pittore Giovanni Camillo Sagrestani.

Anche se oggi il suo nome è caduto nell’oblio, di Romolo Panfi, che in alcuni scritti è menzionato anche come Romolo Pamfi o Romolo dei Paesi, in riferimento al genere dei paesaggi nel quale eccelse, si sono conservati dipinti ad olio, acquerelli, incisioni e disegni, dislocati in musei nazionali ed internazionali di indubbio prestigio quali la Galleria degli Uffizi di Firenze, Villa La Petraia, il Museo Nazionale di Palazzo Mansi a Lucca, la Galleria Voena di Torino, il Museo di Belle Arti di Valenciennes, il Museo di Belle Arti di Reims, il British Museum di Londra, il Metropolitan Museum of Art di New York. Dal 7 novembre 2018 al 18 febbraio 2019 una sua tela è stata esposta al Louvre di Parigi nell’ambito della mostra “Un rêve d’Italie”, dedicata alla raccolta di opere d’arte del marchese Giampietro Campana, uno dei più grandi collezionisti del XIX secolo. (Barbara Prosperi)

Grazie a Mauro Bellini, che con la sua inesauribile curiosità ha fornito lo spunto per intraprendere la ricerca su Romolo Panfi e permettere la nascita di questo articolo.

Qui sotto alcune opere realizzate dal Panfi:


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